{"id":351,"date":"2016-12-23T09:38:25","date_gmt":"2016-12-23T09:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terra.unimore.it\/scienzenaturali\/?page_id=351"},"modified":"2024-01-11T09:35:12","modified_gmt":"2024-01-11T09:35:12","slug":"gessi-triassici-della-val-secchia-reggio-e","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/?page_id=351","title":{"rendered":"Gessi triassici della Val Secchia (Reggio E.)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;affioramento, facente parte della Formazione di Burano, \u00e8 distribuito su una superficie di circa 20 kmq all&#8217;interno dei territori comunali di Busana, Castelnovo ne&#8217;monti e Villa Minozzo, e si identifica con un&#8217;area di forma lenticolare che si sviluppa lungo il corso medio-alto del fiume Secchia per una decina di chilometri, non superando quasi i 3 chilometri di ampiezza e compresa abbondantemente tra la localit\u00e0 di Cinquecerri verso monte e quella di Cerredolo verso valle. Dal 1995 l&#8217;intera zona carsica rientra con i suoi 1907 Ha tra i siti di interesse comunitario (SIC) tutelati a livello europeo ed \u00e8 inserito all&#8217;interno del progetto della rete &#8220;Natura 2000&#8221; con l&#8217;identificativo &#8220;IT4030009-SIC-Gessi Triassici&#8221;. Per circa il 40% della sua superficie rientra anche all&#8217;interno della zona protetta del Parco Naturale dell&#8217;Alto Appennino Tosco-Emiliano, divenuto Parco Nazionale nel 2001.<br \/>\nLo spessore della formazione \u00e8 molto variabile a causa degli effetti della tettonica sulle sue rocce evaporitiche: con la trasformazione del gesso in anidrite si ha la perdita di quasi il 40% del volume, mentre una successiva idratazione ne comporta un aumento del 60%. Nei sondaggi effettuati nei pozzi Foresta Umbra 1 e Antrodoco 1 si \u00e8 rivelata di circa 1700m, ma nella Toscana meridionale si sono rilevati anche spessori compresi tra zero e poche centinaia di metri. Gli strati in genere variano da pochi centimetri a qualche metro.<br \/>\nCome osservato in generale nella Formazione di Burano, anche qui il gesso si presenta con aspetti diversi. I pi\u00f9 frequenti sono due: quello a grandi cristalli, generalmente deformati, che potrebbe essere interpretato come gesso primario se all&#8217;interno il microscopio non rivelasse relitti di anidrite, e il gesso microcristallino, la cui genesi per idratazione dell&#8217;anidrite \u00e8 quasi sempre evidente. Sono inoltre presenti numerosi minerali accessori quali quarzi neri (per inclusione di materiale di origine organica), pirite, fluorite, zolfo metallico.<br \/>\nEstratto da Relazione di Alex Luppolini (Studente Scienze Naturali).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;affioramento, facente parte della Formazione di Burano, \u00e8 distribuito su una superficie di circa 20 kmq all&#8217;interno dei territori comunali di Busana, Castelnovo ne&#8217;monti e Villa Minozzo, e si identifica con un&#8217;area di forma lenticolare che si sviluppa lungo il corso medio-alto del fiume Secchia per una decina di chilometri,\u2026<\/p>\n<p class=\"continue-reading-button\"> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/?page_id=351\">Continue reading<i class=\"crycon-right-dir\"><\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":19,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-351","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=351"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1915,"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/351\/revisions\/1915"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/19"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}