{"id":112,"date":"2016-12-22T14:36:19","date_gmt":"2016-12-22T14:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terra.unimore.it\/scienzenaturali\/?page_id=112"},"modified":"2021-03-09T09:35:06","modified_gmt":"2021-03-09T09:35:06","slug":"settori-di-ricerca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.scienzenaturali.unimore.it\/?page_id=112","title":{"rendered":"Settori di ricerca"},"content":{"rendered":"<h3>Anatomia comparata e citologia<\/h3>\n<p>Comprende ricerche relativamente ad immunobiologia in invertebrati, ai meccanismi evolutivi attraverso la correlazione fra sistema immunitario e neuroendocrino, alle vie di trasduzione del segnale ed alle risposte funzionali di sistemi biologici ai campi magnetici oltre a ricerche sugli effetti di esotossici ambientali su sistemi biologici. Comprende inoltre ricerche inerenti lo studio di alcuni aspetti morfo-funzionali di diversi apparati di anfibi adulti e in sviluppo, particolarmente di cellule specializzate (cromatofori, cellule a mitocondri, cellule di Leydig) presenti come elementi accessori o transitori in vari tessuti, attraverso l&#8217;utilizzo di tecniche immunocitochimiche.<\/p>\n<h3>Archeo-osteologia applicata<\/h3>\n<p>La ricerca si occupa dello studio dell&#8217; Iconografia zoologica applicata ai beni culturali, con particolare riferimento a pitture murali e mosaici, a manufatti di scagliola dell&#8217;area Padana, a testi antichi e paramenti sacri. La ricerca archeo-osteologia applicata ai beni culturali focalizzata sulle problematiche inerenti la determinazione tassonomica di reperti ossei provenienti da scavi archeologici al fine di ricavare informazioni circa l&#8217;alimentazione, la caccia e l&#8217;allevamento; studio di reperti etnoantropologici dei Nativi Americani con particolare riguardo ai materiali di origine animale, in collaborazione con il Centro studi &#8220;Red Eagle Woman&#8221; di Carpi (MO).<\/p>\n<h3>Biogeografia e filogeografia<\/h3>\n<p>Una prima linea di ricerca riguarda la tassonomia, la zoogeografia e la faunistica di microinvertebrati di ambienti estremi (tardigradi). Le indagini vengono affrontate con approcci morfologici (microscopia ottica speciale, microscopia elettronica e microscopia confocale) e molecolari (tra i quali il DNA barcoding). Utilizzando sempre i tardigradi come modello animale, una seconda linea di ricerca prende in considerazione le strategie adattative in ambienti estremi, con particolare attenzione al significato adattativo e microevolutivo della dormienza (anidrobiosi, criobiosi, incistamento e uova di durata), anche mediante sperimentazione in laboratorio. Questa linea di ricerca trova una applicazione nella biologia spaziale. Una terza linea di ricerca prende in considerazione l&#8217;evoluzione delle life histories e delle strategie riproduttive di invertebrati sempre di ambienti estremi.<\/p>\n<h3>Biologia marina ed Ecologia<\/h3>\n<p>Le principali linee guida di questo settore della ricerca riguardano lo studio della: i) sessualit\u00e0, riproduzione, sviluppo larvale e allocazione dell&#8217;energia in policheti di ambienti confinati; ii) influenza dei parametri ambientali, della dieta, della taglia del corpo e del tipo di sessualit\u00e0 sulle caratteristiche demografiche e sulla fitness di alcune specie di policheti a ciclo breve e con strategia riproduttiva semicontinua; iii) sinecologia di comunit\u00e0 macrozoobentoniche dell&#8217;infralitorale di fondi molli, sia in condizioni naturali che in relazione a fenomeni perturbativi. Negli ultimi anni le ricerche sono state focalizzate sull&#8217;analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini, tramite lo studio delle storie vitali e degli adattamenti genetici di alcune specie modello di policheti.<\/p>\n<h3>Botanica, etnobotanica ed archeobotanica<\/h3>\n<p>L&#8217;impegno scientifico riguarda principalmente tematiche indirizzate alla comprensione dei rapporti pianta \u2013 ambiente, valutandone l&#8217;espressione sia a livello morfo-funzionale che citologico. Sono, inoltre, stati oggetto di pi\u00f9 recente interesse argomenti attinenti l&#8217;applicazione delle indagini botaniche ai beni culturali. Le ricerche nell&#8217;ambito della botanica, riguardano, essenzialmente la citologia, la morfofisiologia vegetale e le indagini morfologiche su interazioni pianta-ospite a livello cellulare. Le linee di ricerca nell&#8217;ambito dell&#8217;archeobotanica riguardano principalmente la dettagliata ricostruzione delle interazioni uomo \u2013 ambiente vegetale nel corso del tempo, la stima delle risorse disponibili e loro utilizzo, la ricostruzione della dieta vegetale, le ricostruzioni paleoagronomiche, le introduzione di specie, e l&#8217;evoluzione dell&#8217;ambiente naturale vegetale sotto l&#8217;impatto antropico. Le ricerche sono prevalentemente incentrate sul periodo che va dall&#8217;Et\u00e0 del Bronzo all&#8217;Et\u00e0 Moderna, con attenzione al Periodo Romano e all&#8217;Et\u00e0 Medievale, soprattutto in ambito urbano. I risultati delle ricerche sono impiegati per ottenere informazioni relativamente alla dinamica della vegetazione e del clima, in particolare per gli ultimi 15000 anni, anche ad ampia scala geografica, avvalendosi dello studio di carote prelevate in ambiente marino e in ambiente lacustre, di esperienze sul campo, oltre che della conoscenza di metodologie di laboratorio e del riconoscimento\/identificazione dei reperti archeobotanici, con particolare riguardo al settore carpologico. Le ricerche archeocarpologiche s&#8217;integrano spesso con indagini archeopalinologiche, archeoxilo-antracologiche e archeomicroantacologiche.<\/p>\n<h3>Conservazione della Biodiversit\u00e0 vegetale<\/h3>\n<p>L&#8217;ambito operativo \u00e8 quello dell&#8217;Orto Botanico dell&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia nelle politiche di protezione e conservazione ambientale. Le ricerche riguardano attivit\u00e0 di conservazione integrata in situ \/ ex situ di entit\u00e0 vegetali rare e minacciate di estinzione, con particolare riguardo alla flora locale, secondo linee guida seguite a livello europeo e in accordo con la Strategia Mondiale della Conservazione. Queste attivit\u00e0 prevedono: a) il monitoraggio dello stato di conservazione in situ (negli habitat naturali) delle specie prese in esame; b) la definizione dello stato di rischio secondo gli standard dettati dall&#8217; International Union Conservation Network (IUCN). c) attivit\u00e0 di reintroduzione e\/o rafforzamento delle popolazioni naturali, mediante l&#8217;utilizzo di materiale prodotto presso l&#8217;Orto Botanico attraverso tecniche in vivo e in vitro; d) il monitoraggio periodico delle stazioni in collaborazione con Enti territoriali, Parchi, Consorzi di Bonifica, Associazioni operanti sul territorio; e) iniziative di divulgazione alle scuole e al pubblico, attraverso le attivit\u00e0 di diffusione della cultura scientifica. Nel corso di queste ricerche vengono anche sperimentati protocolli di coltivazione del tutto (o quasi totalmente) mancanti per le specie qui considerate, estranee all&#8217;ambito commerciale, con l&#8217;obiettivo di reintrodurre le plantule ottenute nei siti originari.<\/p>\n<h3>Conservazione e gestione faunistica<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca \u00e8 indirizzata verso: studio della distribuzione e la conservazione della fauna vertebrata regionale (con particolare riferimento ai pesci delle acque interne); indagini faunistiche a supporto della pianificazione territoriale; progetti di recupero e valorizzazione ambientale (ad esempio definizione di reti ecologiche, ripristino di popolazioni di specie a rischio); allestimento di banche dati faunistiche georeferenziate nell&#8217;ambito dei Sistemi Informativi Territoriali di enti locali ed aree protette (ad esempio Parchi, Riserve Naturali, Siti d&#8217;Importanza Comunitaria ecc.) al fine di integrare l&#8217;esigenza di tutela della biodiversit\u00e0 negli ordinari strumenti di governo territoriale.<\/p>\n<h3>Ecologia del suolo<\/h3>\n<p>Le principali linee di ricerca riguardano la biologia e la ecotossicologia del suolo, prendendo ad esempio in considerazione: i) gli effetti delle pratiche agronomiche sulle dinamiche di popolazione dei microartropodi; ii) gli effetti degli erbicidi sui Collemboli (in campagna e in laboratorio); iii) le interazioni fra Collemboli e funghi del terreno patogeni per i cereali; iv) le storie vitali di Collemboli; v) le interazione Afidi-funghi produttori di metaboliti bioattivi.<\/p>\n<h3>Ecologia delle acque interne<\/h3>\n<p>Questa linea di ricerca \u00e8 inerente alla analisi della composizione e della struttura delle comunit\u00e0 di macroinvertebrati bentonici dulciacquicoli di ambienti lentici (sia naturali che artificiali) e lotici. In particolare sono analizzate le comunit\u00e0 di zone umide del modenese e le comunit\u00e0 di macroinvertebrati bentonici marini di substrato molle, anche in funzione dell&#8217;impatto antropico, soprattutto attraverso l&#8217;analisi della composizione e della struttura delle comunit\u00e0 bentoniche di fondi molli dell&#8217;Alto Adriatico con particolare interesse per la componente a Policheti. A questi due filoni di ricerca va sommata l&#8217;attivit\u00e0 di revisione tassonomica di collezioni zoologiche storiche finalizzate ad evidenziare biodiversit\u00e0 in ambito locale da porre in relazione alle modificazioni del subite dalla fauna locale nell&#8217;ultimo secolo, anche in relazione alla gestione del territorio.<\/p>\n<h3>Ecotossicologia e Biomonitoraggio<\/h3>\n<p>Mauri. L&#8217;interesse \u00e8 rivolto ai diversi aspetti della biologia e dell&#8217;ecofisiologia di invertebrati\/vertebrati bioindicatori in relazione alla contaminazione ambientale e comprendono lo studio in ambiente o sperimentale in laboratorio di risposte omeostatiche, di effetti di stress o di danno biologico a livello individuale, di popolazione e di comunit\u00e0, in particolare: i) lo studio e monitoraggio del bioaccumulo di composti metallici e metallo-organici in invertebrati acquatici ( bivalvi, policheti, crostacei) con applicazioni nel campo dell&#8217;impatto ambientale; ii) lo studio dell&#8217;effetto di metalli e composti metallo-organici sul ciclo biologico e sulla riproduzione in policheti e in crostacei di laboratorio, con particolare attenzione alla previsione degli effetti di impatto a livello di popolazione; iii) la ecotossicologia applicata alla qualit\u00e0 dei sedimenti di ambienti acquatici; iv) lo studio del bioaccumulo di contaminanti e di risposte di stress o danno biologico in micromammiferi terrestri in relazione a traffico veicolare e fonti industriali di contaminazione atmosferica; v) il monitoraggio chimico-fisico della colonna d&#8217;acqua in ambienti acquatici, nell&#8217;ambito di studi multidisciplinari al fine della caratterizzazione di questi ecosistemi.<\/p>\n<h3>Genetica<\/h3>\n<p>La ricerca riguarda prevalentemente l&#8217;analisi della risposta immunitaria degli insetti nei confronti di batteri (sia patogeni che simbionti) con particolare interesse per insetti di interesse medico ed agrario. A questo ambito principale si abbinano ricerche nell&#8217;ambito dell&#8217;entomofauna della regione (con campionamento sul campo e creazione di database) ed analisi molecolari sulle basi molecolari di alcuni processi con plasticit\u00e0 fenotipica (variazione di colore, dimensioni etc.) negli insetti.<\/p>\n<h3>Geografia fisica e geomorfologia<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca svolta dal gruppo di Geografia Fisica e Geomorfologia \u00e8 rivolta da un lato allo studio, alla valutazione e alla mitigazione delle pericolosit\u00e0 e dei rischi geomorfologici e dall&#8217;altro allo studio, alla valutazione e alla valorizzazione del patrimonio geomorfologico. Particolare attenzione viene inoltre rivolta alla ricostruzione dell&#8217;evoluzione geomorfologica di alcuni siti di studio nelle Dolomiti, nell&#8217;Appennino Emiliano e nella Pianura Padana centrale, in rapporto alle variazioni climatiche, alla tettonica e all&#8217;antropizzazione.<\/p>\n<h3>Geologia stratigrafica e sedimentologica<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca nel settore della Geologia stratigrafica e sedimentologica comprende numerosi temi di ricerca. Particolare attenzione viene rivolta allo studio: i) di carbonati metano-derivati legati a cold-seep dell&#8217;Appennino settentrionale e relazioni fra la risalita di fluidi ricchi in idrocarburi e la formazione di corpi caotici nelle successioni sedimentarie terziarie appenniniche; ii) della Geologia del Quaternario e geoarcheologia, con particolare riferimento alla caratterizzazione stratigrafica e composizionale dei depositi alluvionali nel sottosuolo della pianura modenese; iii) della Geologia regionale in diversi settori dell&#8217;Appennino settentrionale, in particolare Appenino emiliano e vogherese e Appennino tosco-romagnolo-marchigiano; iv) di depositi evaporitici di varia et\u00e0 con particolare riferimento alle evaporiti messiniane del Mediterraneo; v) stratigrafico, composizionale e biostratigrafico di unit\u00e0 liguri ed Epiliguri appenniniche e depositi tardo-neogenici e pliocenici del margine appenninico; vi) di sedimenti provenienti dall&#8217;Oceano Meridionale per ricostruzioni paleoclimatiche e paleoceanografiche attraverso lo studio dei Nannofossili calcarei.<\/p>\n<h3>Mineralogia (cristallografia)<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca svolta dal gruppo di Mineralogia riguarda, principalmente, lo studio di zeoliti (naturali e di sintesi), di fillosilicati (miche e minerali argillosi), e di materie prime per l&#8217;industria ceramica, cercando di approfondire sia l&#8217;aspetto cristallochimico-strutturale sia le propriet\u00e0 tecnologiche e applicative per l&#8217;industria e per la protezione ambientale. Una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0 di ricerca \u00e8 dedicata allo studio dei cambiamenti strutturali in condizioni non ambientali (alta temperatura, alta pressione, diverso ambiente chimico) con particolare attenzione ai processi di disidratazione delle zeoliti ad alta temperatura\/alta pressione ed allo scambio cationico sia in minerali argillosi sia nelle zeoliti naturali e di sintesi.<\/p>\n<h3>Mineralogia ambientale ed applicata<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca svolta dal gruppo di mineralogia ambientale ed applicata pu\u00f2 essere suddivisa tra due principali filoni di ricerca: i) monitoraggio di sistemi ambientale di particolare interesse naturalistico\/economico; ii) ricerca di soluzioni a determinati problemi di inquinamento ambientale con particolare attenzione a suoli, sedimenti e materiali contenti minerali asbesti formi; iii) valutazione delle propriet\u00e0 reologiche di minerali, rocce e sedimenti al fine di valutarne il potenziale applicativo in differenti settori produttivi (ad esempio, agricoltura, allevamento, edilizia, farmacia, etc). La ricerca comprende pertanto sia attivit\u00e0 sul campo (campionamento e costruzione del modello concettuale del sito) sia attivit\u00e0 di laboratorio; quest&#8217;ultima \u00e8 finalizzata sia alla caratterizzazione chimica, fisica e mineralogica dei sistemi naturali oggetto di studio, sia alla ricerca di potenziali soluzioni ai problemi di inquinamento privilegiando, a tal fine, l&#8217;impiego di minerali naturali o opportunamente modificati. I principali materiali studiati (oltre a campioni di suolo e\/o sedimento provenienti da siti oggetto di studio ambientale) sono: minerali argillosi puri, argille provenienti prevalentemente dall&#8217;Appennino modenese, bentoniti italiane e zeoliti sia italiane sia estere.<\/p>\n<h3>Mineralogia e petrografia regionale<\/h3>\n<p>Comprende lo studio di emergenze geologiche locali (Appennino Tosco-Emiliano) prevalentemente per quanto concerne le peculiarit\u00e0 mineralogiche e petrografiche. Sono state prevalentemente caratterizzate, e sono tuttora in corso di studio, diversi geositi e affioramenti geologici (ad esempio ofioliti, idrotermaliti, cavit\u00e0 carsiche, mineralizzazioni atipiche di ambienti sedimentari, etc) del territorio modenese, bolognese e reggiano , valutando con attenzione non solo aspetti mineralogici e petrografici, ma anche aspetti legati alla tutela, alla divulgazione ed alla gestione di siti che rappresentano veri e propri patrimoni naturalistici.<\/p>\n<h3>Museologia scientifica: storia, collezioni, e attivit\u00e0 dell&#8217;Orto Botanico di Modena.<\/h3>\n<p>(Dallai, Del Prete, Bosi, Mazzanti). Queste ricerche, gi\u00e0 avviate da diversi anni, riguardano: a) approfondimenti sulle collezioni storiche dell&#8217;Orto Botanico (erbari, collezioni di semi, frutti e altri reperti vegetali), finalizzate alla catalogazione e alla valorizzazione espositiva. b) riassetto museologico e riorganizzazione sistematica delle collezioni viventi, al fine di valorizzarne le peculiarit\u00e0 storico\/scientifiche, tassonomiche ed ecologiche; c) sperimentazione di percorsi\/settori tematici e sviluppo di supporti didascalici e informatici anche in relazione alle numerose attivit\u00e0 di diffusione della cultura scientifica svolte dall&#8217;Orto in questo periodo. Le attivit\u00e0 di ricerca in questo settore, che riguardano interventi di organizzazione e valorizzazione tematica delle collezioni, e attivit\u00e0 culturali e di sensibilizzazione pubblica sui temi trattati.<\/p>\n<h3>Paleontologia e paleoecologia<\/h3>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca del gruppo di Paleontologia e Paleoecologia comprende numerosi temi di ricerca che possono essere cos\u00ec riassunti: i) analisi di facies e ricostruzione paleoecologica di complessi di scogliera cenozoici, ruolo e significato delle diverse associazioni di organismi costruttori in risposta alle variazioni climatiche e\/o altri fattori di controllo ambientali; ii) evoluzione e biodiversit\u00e0 delle associazioni a coralli del Mediterraneo durante il Cenozoico, costruzione e analisi di database; iii) complessi di scogliera in ambienti marginali e terrigeni: impatto di fattori ambientali come torbidit\u00e0 ed afflusso di nutrienti sulle associazioni a coralli; iv) evoluzione delle biocostruzioni a vermetidi e loro utilizzo in chiave paleobatimetrica e paleoclimatica; v) associazioni a macroforaminiferi (nummulitidi, discociclinidi ed alveolinidi) del Cenozoico e loro utilizzo per la biostratigrafia e la paleoecologia; vi) studio dei &#8220;banchi a nummuliti&#8221; per determinarne origine e significato litogenetico; vii) studio della materia organica fossile in carbonati biogeni; viii) sedimentologia e paleoecologia di associazioni a metazoi e comunit\u00e0 microbiche; ix) studi archeometrici sul contenuto paleontologico di rocce sedimentarie usate nei monumenti storici e rinvenute in scavi archeologici; x) biostratigrafia di dettaglio dei vari complessi sedimentari dell&#8217;intervallo Cambriano sup.-Devoniano del Nord Gondwana, utilizzando prevalentemente conodonti e graptoliti; xi) ricostruzione delle antiche regioni biogeografiche del Paleozoico e dei loro paleoambienti.<\/p>\n<h3>Petrografia<\/h3>\n<p>Le ricerche petrografiche comprendono sia studi di base sia studi applicativi che possono essere cos\u00ec sintetizzati: i) studio dei processi evolutivi di formazioni sedimentarie e di minerali di genesi secondaria; ii) minerogenesi in ambiente ipogeo in cavit\u00e0 naturali, dove talora gli abbondanti accumuli di materiale organico presenti creano condizioni chimico-fisiche assolutamente peculiari; iii): studi archeometrici di manufatti bronzei allo scopo di determinare possibili aree di approvvigionamento delle materie prime e ottenere indicazioni sui metodi di lavorazione metallurgica.<\/p>\n<h3>Zoologia e Zoologia degli Invertebrati<\/h3>\n<p>I principali campi della ricerca riguardano la faunistica, sistematica, biogeografia ed ecologia di bassi metazoi e Crostacei; gli studi sono incentrati su un raggruppamento di animali noti collettivamente come meiofauna. La meiofauna consiste di animali invertebrati abbastanza piccoli (dimensioni comprese tra 0.063 mm e 1 mm) da vivere negli interstizi dei sedimenti acquatici, e quasi tutti i pi\u00f9 importanti phyla animali hanno rappresentanti interstiziali, con alcuni phyla esclusivamente di dimensioni meiobentoniche. Usando tecniche avanzate di microscopia e l&#8217;approccio molecolare il gruppo di ricerca \u00e8 impegnato nel ricostruire le relazioni evolutive all&#8217;interno e tra gruppi quali Gastrotrichi, Loricifera, Chinorinchi e Copepodi Arpacticoidi. Inoltre vengono affrontate tematiche volte a verificare i fattori, biotici ed abiotici, che influenzano la distribuzione e l&#8217;abbondanza degli organismi meiobentonici e a valutare l&#8217;impatto che stress naturali e\/o antropogenici, hanno sulle comunit\u00e0 meiobentoniche marine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anatomia comparata e citologia Comprende ricerche relativamente ad immunobiologia in invertebrati, ai meccanismi evolutivi attraverso la correlazione fra sistema immunitario e neuroendocrino, alle vie di trasduzione del segnale ed alle risposte funzionali di sistemi biologici ai campi magnetici oltre a ricerche sugli effetti di esotossici ambientali su sistemi biologici. 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